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	<title>Reporter 2.0 &#187; Jeremy Rifkin</title>
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		<title>Worldwide Energy Web: Volkswagen lancia la sfida</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 14:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Colombo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente & Energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Idrogeno]]></category>
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		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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		<description><![CDATA[La nuova sfida lanciata da Volkswagen, in collaborazione con Lichtblick consiste nella realizzazione di una rete interconnessa di 10.000 abitazioni in grado di produrre autonomamente il proprio fabbisogno energetico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stamani mentre bevevo il mio magico infuso di caffeina e sfogliavo i vari quotidiani online nella speranza di trovare qualche notizia interessante, mi sono imbattuto in un articolo scritto da Andrea Tarquini, corrispondente di Repubblica, dal titolo &#8220;Elettricità fatta in casa, Volkswagen lancia la sfida&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Nello stesso istante in cui leggevo il titolo dell&#8217;articolo, il mio cervello elaborava il nome di <span style="color: #3366ff;"><strong>Jeremy Rifkin </strong></span>e la sua <span style="color: #3366ff;"><strong>Worldwide Energy Web</strong></span>. In realtà di globale la notizia poco aveva ma rimaneva comunque il fatto che la teoria di Rifkin stava trovando una prima un&#8217;applicazione pratica in Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">La sfida lanciata dal numero uno europeo e big global player mondiale dell&#8217;auto <span style="color: #3366ff;"><strong>Volkswagen</strong></span>, in collaborazione con <span style="color: #3366ff;"><strong>Lichtblick</strong></span>, un&#8217;azienda che produce e fornisce energia nel nord-est della Germania, consiste nella realizzazione di una rete interconnessa di 10.000 abitazioni in grado di produrre autonomamente il proprio fabbisogno energetico e di redistribuire l&#8217;eventuale esubero attraverso la rete stessa. Tutto ciò grazie a delle mini-centrali installate in ogni abitazione che funzionano grazie ad un motore Volkswagen a metano, derivato dai propulsori di serie della Golf.</p>
<p style="text-align: justify;">Jeremy Rifkin nel suo best sellers &#8220;Economia all&#8217;idrogeno. La creazione del Worlwide Energy Web e la redistribuzione del potere sulla terra&#8221;, pubblicato per la prima volta nel 2002, illustra brillantemente, sulla base di dati scientifici e statistici, gli ipotetici futuri scenari del nostro sistema energetico.</p>
<p style="text-align: justify;">In particolare egli si sofferma su quella che gli scieziati chiamano economia all&#8217;idrogeno, ossia un sistema energetico decentralizzato basato appunto sull&#8217;<span style="color: #3366ff;"><strong>idrogeno</strong></span>, il più abbondante degli elementi chimici dell&#8217;universo: costituisce il 75% della sua massa e il 90% delle sue molecole, una sorgente energetica virtualmente illimitata.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-515" title="elettrolisi_idrogeno" src="http://www.reporter2dot0.com/wp-content/uploads/2009/09/elettrolisi_idrogeno.jpg" alt="elettrolisi_idrogeno" width="340" height="255" /></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;idrogeno, spiega Rifkin, si trova ovunque in natura ma raramente allo stato nativo. Esso può essere prodotto in due modi. Estraendolo dal gas naturale attraverso un processo di <em>steam reforming </em>oppure attraverso l<span style="color: #3366ff;">&#8216;<strong><em>elettrolisi</em></strong></span>, un processo che utilizza l&#8217;elettricità per scindere le molecole d&#8217;acqua in atomi di idrogeno e ossigeno. Il primo ha il difetto di produrre come sottoprodotto anidride carbonica. Il secondo l&#8217;alto costo dell&#8217;elettricità utilizzata per la scissione. Costo che potrebbe però in futuro essere ridimensionato attraverso l&#8217;impiego di forme d&#8217;energia rinnovabili. L&#8217;aspetto principale del ricorso a<span style="color: #3366ff;"><strong> fonti rinnovabili</strong></span> d&#8217;energia &#8211; solare, eolica, idroelettrica e geotermica &#8211; per produrre idrogeno è che queste vengono così convertite in energia &#8220;immagazzinabile&#8221;, che può essere utilizzata in forma concentrata quando e dove necessario, senza alcuna emissione di CO2.</p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;altro soggetto su cui i fautori del complesso energie rinnovabili-idrogeno ripongono le loro speranze sono le <span style="color: #3366ff;"><strong>celle a combustibile</strong></span>. Già negli anni sesanta la NASA decise di utilizzare le celle a combustibile nel proprio programma spaziale per fornire elettricità alle navicelle, come ad esempio per la missione lunare Apollo. Le celle a combustibile sono come le batterie, ma con una notevole differenza. Le batterie immagazzinano energia chimica e la convertono in elettricità; quando la prima si esaurisce, la batteria è scarica; le celle a combustibile, viceversa, non immagazzinano energia chimica ma convertono l&#8217;energia chimica di un combustibile con cui vengono alimentate per generare elettricità.</p>
<p style="text-align: justify;">La produzione di idrogeno attraverso fonti d&#8217;energia rinnovabili e celle a combustibile ha contribuito alla nascita della c.d. <span style="color: #3366ff;"><strong>generazione distribuita </strong></span>(GD). Dalla logica convenzionale di distribuzione basata sul monopolio naturale,  nel 1992 con l&#8217;approvazione dell&#8217;Energy Policy Act negli Stati Uniti è iniziato il processo di apertura del settore elettrico alla concorrenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-517" title="generazione_distribuita_2006_rid" src="http://www.reporter2dot0.com/wp-content/uploads/2009/09/generazione_distribuita_2006_rid.jpg" alt="generazione_distribuita_2006_rid" width="450" height="272" /></p>
<p style="text-align: justify;">La generazione distribuita offre numerosi vantaggi. Alcuni esempi. Per l&#8217;indrustria e il commercio essa permette in primo luogo di superare il pericolo di interruzioni parziali (<em>brownout</em>) o totali (<em>blackout</em>) dell&#8217;erogazione di energia elettrica evitando la perdita di milioni di dollari. Hewlwtt Packard stima che un blackout di quindici minuti in uno dei suoi stabilimenti per la produzione di microprocessori possa costare all&#8217;azienda 30 milioni di dollari. Per i cittadini, uno dei vantaggi maggiori, è il c.d. <em>peak shaving</em>. Ovvero la possibilità per i possessori di impianti a generazione distribuita, di sganciarsi dalla rete elettrica principale e produrre da sé l&#8217;energia di cui hanno bisogno in corrispondenza degli orari a tariffa più elevata.</p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;altro aspetto interessante dell&#8217;ormai avviata rivoluzione della generazione distribuita, è il fatto che le celle a combustibile cominciano a essere connesse l&#8217;una all&#8217;altra, grazie a sofisticati software informatici, tecnologie digitali intelligenti e accesso ad Internet, in modo da formare l&#8217;embrione di una <span style="color: #3366ff;"><strong>rete energetica distibuita</strong></span>. Gli utenti finali saranno quindi in grado non solo di produrre energia ma anche di condividerla con altri mettendo in discussione l&#8217;attuale regime in cui l&#8217;energia si muove in una sola direzione, dall&#8217;alto verso il basso.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;La trasformazione dell&#8217;utente passivo di energia in produttore autonomo&#8221; scrive Steve Silberman &#8220;è equiparabile allo sviluppo dei media interattivi, della condivisione fra pari e dell&#8217;autoregolamentazione&#8221; nel World Wide Web.</p>
<p style="text-align: justify;">Sette anni dopo la prima pubblicazione del saggio di Rifkin la Volkswagen sta creando in Europa quell&#8217;embrione di rete energetica distribuita. E anche se il combustibile utilizzato è il metano e non l&#8217;idrogeno, l&#8217;iniziativa potrebbe essere un passo significativo verso la c.d. Worldwide Energy Web.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa ne pensi del progetto portato avanti da Volkswagen? Una rete energetica distribuita potrebbe seriamente portare ad una redistribuzione del potere sulla terra?</p>
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