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	<title>Reporter 2.0</title>
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	<description>Comunicazione &#38; Innovazione</description>
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		<title>Storico sorpasso: Solare vs Nucleare</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 14:04:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>

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		<description><![CDATA[<img class="alignnone size-full wp-image-577" title="climatechange" src="http://www.reporter2dot0.com/wp-content/uploads/2010/08/nucleare.png" alt="centrale-idrogeno" width="410" height="167" />

Da un pò di tempo continuo a sentirmi dire che ormai il nucleare grazie alle centrali di nuova generazione è sicuro. Insomma che devo stare tranquillo. Ma, sarò sincero, quando ci sono di mezzo i nostri governanti, stare tranquillo mi riesce con difficoltà. Ecco quindi che lo scetticismo guadagna terreno.

Alvin Weinberg, fisico statunitense, lo scorso secolo disse: "Noi nucleari proponiamo un patto col diavolo: possiamo fornire energia a condizione che le società future assicurino una stabilità politica e istituzioni quali mai si sono avute finora." Bene, pensare che oggi la società internazionale sia stabile è come pensare che  l’ex ministro per lo Sviluppo economico Scajola, giusto per rimanere in tema di nucleare, veramente non sapesse chi ha staccato gli assegni per pagargli casa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-577" title="climatechange" src="http://www.reporter2dot0.com/wp-content/uploads/2010/08/nucleare.png" alt="centrale-idrogeno" width="410" height="167" /></p>
<p>Da un pò di tempo continuo a sentirmi dire che ormai il nucleare grazie alle centrali di nuova generazione è sicuro. Insomma che devo stare tranquillo. Ma, sarò sincero, quando ci sono di mezzo i nostri governanti, stare tranquillo mi riesce con difficoltà. Ecco quindi che lo scetticismo guadagna terreno.</p>
<p><span style="color: #99cc00;">Alvin Weinberg</span>, fisico statunitense, lo scorso secolo disse: &#8220;Noi nucleari proponiamo un patto col diavolo: possiamo fornire energia a condizione che le società future assicurino una stabilità politica e istituzioni quali mai si sono avute finora.&#8221; Bene, pensare che oggi la società internazionale sia stabile è come pensare che  l’ex ministro per lo Sviluppo economico Scajola, giusto per rimanere in tema di nucleare e stabilità, veramente non sapesse chi ha staccato gli assegni per pagargli casa.</p>
<p>Ma proviamo per un attimo a sgombrare la mente da ogni pregiudizio. Poniamo che realmente le centrali di III° e IV° generazione siano sicure. Che le scorie prodotte possano essere stoccate senza problemi. Che nessun terrorista o pazzo di qualsivoglia ideologia, fede o credo attenti la vita di migliaia di persone colpendo una di queste centrali. Poniamo quindi che il nucleare sia sicuro in senso lato. Per quale motivo noi italiani dovremmo soddisfare il nostro fabbisogno energetico con un energia virtualmente sicura ma economicamente svantaggiosa?</p>
<p>Vi pongo questa domanda  perché, mentre la sicurezza del nucleare è un esercizio mentale, il fatto che la produzione di questo tipo di energia sia ormai economicamente svantaggiosa è una verità. Una verità emersa di recente da uno studio condotto da <span style="color: #99cc00;">John Blackburn</span> e <span style="color: #99cc00;">Sam Cunningham</span>, docenti della Duke University, secondo cui il costo dell’energia solare ha sorpassato, in convenienza, quello del nucleare che, invece, aumenterà sempre di più. Sempre secondo i due esperti statunitensi, mentre negli ultimi otto anni il costo di ogni singolo reattore atomico è cresciuto in modo vertiginoso, passando da 3 a 10 miliardi di dollari, quello del solare sta diventando sempre più a buon mercato. E’ forse per questo motivo che gli Stati Uniti non costruiscono una centrale nucleare dal “lontano” 1979?</p>
<p>Ma si sa questa è l’Italia e come in America anche da noi tutto è possibile.</p>
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		<title>A Venezia, la più grande centrale a idrogeno del mondo</title>
		<link>http://www.reporter2dot0.com/a-venezia-la-piu-grande-centrale-a-idrogeno-del-mondo</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 10:12:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[<img class="alignnone size-full wp-image-577" title="climatechange" src="http://www.reporter2dot0.com/wp-content/uploads/2010/07/idrogeno.png" alt="centrale-idrogeno" width="410" height="167" />

<strong>L’Amministratore delegato</strong> e Direttore generale di  Enel Fulvio Conti, il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, il  Sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, il Presidente della Provincia di  Venezia, Francesca Zaccariotto, hanno inaugurato oggi l’innovativa  centrale a ciclo combinato alimentata a idrogeno di Fusina (Venezia).

<strong>L’impianto, </strong>il primo al mondo di questo tipo di  dimensioni industriali, ha una potenza di 16 mw totali. Consiste in un  ciclo combinato alimentato con idrogeno per produrre energia elettrica e  calore, sviluppando una potenza di circa 12 Megawatt (MW). Il  rendimento del ciclo viene aumentato sfruttando il calore presente nei  fumi di scarico per produrre vapore ad alta temperatura che, inviato  alla vicina centrale a carbone, genera ulteriore energia per una  capacità aggiuntiva di circa 4 MW.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-577" title="climatechange" src="http://www.reporter2dot0.com/wp-content/uploads/2010/07/idrogeno.png" alt="centrale-idrogeno" width="410" height="167" /></p>
<p><strong>L’Amministratore delegato</strong> e Direttore generale di  Enel Fulvio Conti, il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, il  Sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, il Presidente della Provincia di  Venezia, Francesca Zaccariotto, hanno inaugurato oggi l’innovativa  centrale a ciclo combinato alimentata a idrogeno di Fusina (Venezia).</p>
<p><strong>L’impianto, </strong>il primo al mondo di questo tipo di  dimensioni industriali, ha una potenza di 16 mw totali. Consiste in un  ciclo combinato alimentato con idrogeno per produrre energia elettrica e  calore, sviluppando una potenza di circa 12 Megawatt (MW). Il  rendimento del ciclo viene aumentato sfruttando il calore presente nei  fumi di scarico per produrre vapore ad alta temperatura che, inviato  alla vicina centrale a carbone, genera ulteriore energia per una  capacità aggiuntiva di circa 4 MW.</p>
<p><strong>La centrale, </strong>che utilizza 1,3 tonnellate di idrogeno  all’ora, ha un rendimento elettrico complessivo pari a circa il 42%, è  sostanzialmente priva di emissioni di ogni tipo. L’energia prodotta,  pari a circa 60 milioni di chilowattora l’anno, sarà in grado di  soddisfare il fabbisogno di 20.000 famiglie, evitando di rilasciare in  atmosfera di oltre 17.000 tonnellate di anidride carbonica (CO2).</p>
<p><strong>L’impianto,</strong> che ha richiesto un investimento  complessivo di circa 50 milioni di euro, sorge nell’area della centrale  Enel “Andrea Palladio” adiacente al Petrolchimico di Porto Marghera  (Venezia) dal quale riceve l’idrogeno generato come by-product del ciclo  produttivo. L’impianto sperimentale ad altissima efficienza si colloca  nell’ambito dei progetti di Hydrogen Park, il Consorzio nato nel 2003 su  iniziativa dell’Unione Industriali di Venezia, con il sostegno della  Regione Veneto e del Ministero dell’Ambiente per circa 4 milioni di  euro, allo scopo di promuovere nell’area di Porto Marghera lo sviluppo e  le applicazioni delle tecnologie dell’idrogeno nel settore del  trasporto e della generazione.</p>
<p><strong>La centrale di Fusina</strong> è la più adatta a ospitare  questa prima mondiale: ha, infatti, una lunga tradizione di ricerca e  innovazione attenta all’ambiente, grazie alle capacità tecnologiche di  Enel e al sostegno delle istituzioni locali e regionali. Il nuovo  impianto pone Enel e l’Italia all’avanguardia nello sviluppo di sistemi  evoluti per l’uso dell’idrogeno. Proprio a Fusina, infatti, per la prima  volta in Italia, sono stati adottati fin dal 1997 desolforatori e  denitrificatori; dal 1999, i filtri a manica per l’abbattimento delle  polveri; dal 2008, nuovi sistemi di ambientalizzazione. Inoltre, Fusina è  all’avanguardia nell’affrontare uno dei più gravi problemi del nostro  Paese: lo smaltimento dei rifiuti.</p>
<p><strong>“La centrale a idrogeno di Fusina</strong> è la dimostrazione  che a noi l’età della pietra non piace”. Con queste parole il  presidente del Veneto, Luca Zaia, ha concluso la cerimonia inaugurale  della centrale a idrogeno di Venezia Fusina, la prima del mondo di vero  utilizzo commerciale, capace di produrre 16 Mw tra produzione diretta e  recupero di calore, pari al fabbisogno annuo di 20 mila famiglie,  alimentata da idrogeno a basso costo, “residuo” della produzione di  Porto Marghera.</p>
<p><strong>La centrale a idrogeno</strong> è uno degli effetti concreti  dell’attivazione del Distretto dell’Idrogeno, realizzato da un accordo  tra Regione e Ministero dell’Ambiente, con relativo intervento  finanziario di 10 milioni complessivi. L’intervento di Fusina è una  delle maggiori realizzazioni di questa politica, che coniuga e  concretizza le competenze regionali in termini di energia e  riconversione del Polo di Marghera. Ma oggi erano visibili anche  un’imbarcazione, un veicolo industriale, un generatore e un distributore  di idrogeno, precursori di un utilizzo allargato, funzionale ad un  combustibile a inquinamento pressoché zero.</p>
<blockquote><p><em>L&#8217;ad di Enel: &#8220;Auspico ulteriori collaborazioni&#8221;</em></p></blockquote>
<p><strong>Dopo quella di Fusina</strong>, l’ad di Enel Fulvio Conti  spera in ulteriori collaborazioni con la Regione Veneto sul fronte  dell’energia. Un invito che Conti ha rivolto direttamente al governatore  Luca Zaia “per uno sviluppo ulteriore di impianti fotovoltaici, eolici,  solari, a biomasse che potranno essere un’ asse importante di ulteriori  investimenti nel settore delle rinnovabili’’.</p>
<p>“La Regione Veneto – ha sottolineato Conti – si è sempre  contraddistinta con noi per un’apertura e una collaborazione’’ su temi  delle energie rinnovabili.</p>
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		<title>Th!nk about it: climate change. Vince un giovane blogger italiano.</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 13:50:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Climate change]]></category>
		<category><![CDATA[COP15]]></category>
		<category><![CDATA[Copenhagen]]></category>
		<category><![CDATA[Federico Pistono]]></category>

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		<description><![CDATA[<img class="alignnone size-full wp-image-577"  title="climatechange" src="http://www.reporter2dot0.com/wp-content/uploads/2009/12/climatechange.png" alt="climatechange" width="410" height="167" />

81 candidati. 3 vincitori. Questi sono i numeri della competizione organizzata dalla commissione europea per il giornalismo. Nel mese di novembre infatti il <strong>Centro Europeo per il Giornalismo</strong> (<strong>EJC</strong>) ha selezionato nel mondo ottantuno blogger per discutere di un tema molto caldo: il cambiamento climatico e l'ambiente.

Tra i candidati c'è anche un italiano, il giovane blogger <strong>Federico Pistono</strong>, che tra il 20 e il 23 settembre è stato in Danimarca, a Copenhagen, per questa interessante competizione internazionale. Nei tre mesi successivi i partecipanti hanno dovuto redigere 15 articoli per il web che sono stati pubblicati sul sito dell'evento (<a href="http://thinkaboutit.eu">http://thinkaboutit.eu</a>) e i migliori, oltre a vincere un Macbook (Pro, NdR), parteciperenno niente di meno che alla conferenza sui cambiamenti climatici di dicembre in corso in questi giorni a <strong>Copenhagen</strong>.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-577" title="climatechange" src="http://www.reporter2dot0.com/wp-content/uploads/2009/12/climatechange.png" alt="climatechange" width="410" height="167" /></p>
<p>81 candidati. 3 vincitori. Questi sono i numeri della competizione organizzata dalla commissione europea per il giornalismo. Nel mese di novembre infatti il <strong>Centro Europeo per il Giornalismo</strong> (<strong>EJC</strong>) ha selezionato nel mondo ottantuno blogger per discutere di un tema molto caldo: il cambiamento climatico e l&#8217;ambiente.</p>
<p>Tra i candidati c&#8217;è anche un italiano, il giovane blogger <strong>Federico Pistono</strong>, che tra il 20 e il 23 settembre è stato in Danimarca, a Copenhagen, per questa interessante competizione internazionale. Nei tre mesi successivi i partecipanti hanno dovuto redigere 15 articoli per il web che sono stati pubblicati sul sito dell&#8217;evento (<a href="http://thinkaboutit.eu">http://thinkaboutit.eu</a>) e i migliori, oltre a vincere un Macbook (Pro, NdR), parteciperenno niente di meno che alla conferenza sui cambiamenti climatici di dicembre in corso in questi giorni a <strong>Copenhagen</strong>.</p>
<p>Tra i vincitori della competizione c&#8217;è proprio lui. Federico Pistono che insieme ad altri due giovani blogger, Adela Trofin e Diego Casaes Silva prenderà parte al summit sui cambiamenti climatici in qualità di giornalista.</p>
<p>Per seguire in real time gli aggiornamenti del giovane blogger italiano potete seguirlo su <a href="http://twitter.com/FedericoPistono" target="_blank">twitter</a>, sul suo <a href="http://federicopistono.altervista.org/" target="_blank">blog personale </a>o sul <a href="http://climatechange.thinkaboutit.eu/think2/blogger/pistono" target="_blank">sito dell&#8217;evento</a>.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="230" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=5784016&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="230" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=5784016&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a href="http://vimeo.com/5784016">TH!NK2 Climate Change</a> from <a href="http://vimeo.com/ejc">European Journalism Centre</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
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