Diamo un senso all’Expo italiano: battere la fame nel mondo
Expo 2015. Dopo centonove anni l’Esposizione Universale torna in Italia, a Milano. L’ex direttore di Wired Italia, Riccardo Luna, ci racconta la sua interpretazione di questo grande evento, il senso che secondo lui dovrebbe assumere e le persone che possono contribuire nel rendere tutto ciò realtĂ .
[...] come fare dell’Expo un evento che scaldi il cuore delle persone. Su questo ho un suggerimento, anzi esprimo un auspicio. Mi correggo: è una richiesta formale. Da una Expo dedicata al tema della alimentazione, io mi aspetto che diventi un momento di mobilitazione mondiale per mettere fine alla fame del mondo. So che può apparire retorico dirlo ma non lo è. In Italia ospitiamo la sede del World Food Program, lo guida una energica e passionale signora americana, Josette Sheeran. Ho avuto il privilegio di ascoltarla sul palco del Ted Global a Edinburgo lo scorso luglio. E il suo discorso mi ha così appassionato che sono andato a studiarla in rete. Lei racconta in sostanza che un miliardo di persone soffrono di fame nel mondo e sostiene che oggi abbiamo tutta la tecnologia necessaria per porre fine per sempre a questi omicidi quotidiani. “Abbiamo tutta la tecnologia necessaria” è una frase forte. E ci ricorda a cosa deve servire la tecnologia: a farci vivere meglio e possibilmente a non far morire di fame un miliardo di persone.
Expo 2015. Dopo centonove anni l’Esposizione Universale torna in Italia, a Milano. L’ex direttore di Wired Italia, Riccardo Luna, ci racconta la sua interpretazione di questo grande evento, il senso che secondo lui dovrebbe assumere e le persone che possono contribuire nel rendere tutto ciò realtĂ .
[...] come fare dell’Expo un evento che scaldi il cuore delle persone. Su questo ho un suggerimento, anzi esprimo un auspicio. Mi correggo: è una richiesta formale. Da una Expo dedicata al tema della alimentazione, io mi aspetto che diventi un momento di mobilitazione mondiale per mettere fine alla fame del mondo. So che può apparire retorico dirlo ma non lo è. In Italia ospitiamo la sede del World Food Program, lo guida una energica e passionale signora americana, Josette Sheeran. Ho avuto il privilegio di ascoltarla sul palco del Ted Global a Edinburgo lo scorso luglio. E il suo discorso mi ha così appassionato che sono andato a studiarla in rete. Lei racconta in sostanza che un miliardo di persone soffrono di fame nel mondo e sostiene che oggi abbiamo tutta la tecnologia necessaria per porre fine per sempre a questi omicidi quotidiani. “Abbiamo tutta la tecnologia necessaria” è una frase forte. E ci ricorda a cosa deve servire la tecnologia: a farci vivere meglio e possibilmente a non far morire di fame un miliardo di persone.
















