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Desertec: energia pulita per il mondo

E’ un progetto innovativo. Un’idea tutta tedesca. Una strategia che potrebbe rivelarsi vincente per il futuro energetico dei Paesi membri dell’Unione Europea e non solo. E’ dare luce al pianeta, sfruttando una porzione desertica grande come la Lombardia. Il nome del progetto è Desertec.

“Sono certo – ha detto il commissario Europeo all’Energia, Gunther Oettinger– che nei prossimi cinque anni arriverà al mercato europeo la produzione elettrica dei primi impianti localizzati nell’area nord africana”. Per il commissario la strada è ancora lunga – si parla di 20-40 anni per portare a termine l’intero progetto – ma fattibile anche se serviranno ingenti capitali per poterla percorrere.

Il principio cardine di Desertec si fonda sullo sfruttamento dei raggi solari nelle zone desertiche attraverso la costruzione di centrali solari termodinamiche ed eoliche nei deserti della regione MENA (Middle East – North Africa). Questi impianti saranno in grado di coprire il fabbisogno crescente di desalinizzazione dell’acqua marina e di produzione di elettricitĂ  in tali paesi; inoltre di generare corrente pulita che potrĂ  essere trasportata in Europa mediante cavi a corrente continua ad alta tensione (HVDC High Voltage Direct Current) con perdite complessive limitate al 10-15%. I numeri prospettati dal consorzio Desertec, responsabile del progetto e formato da 12 aziende, sono davvero impressionanti: basterebbe coprire con campi collettori tre millesimi di area desertica, 40 milioni di km quadrati, per soddisfare la domanda energetica mondiale equivalente a 18 mila TW/h all’anno.

 

L’obiettivo fissato ad Algeri con un piano d’azione concreto, sottoscritto dai responsabili dell’Energia, è per ora molto meno ambizioso e punta a rifornire nei prossimi cinque anni l’area EUMENA (Europa, Medio Oriente e Nord Africa) grazie all’attivazione di un progetto pilota. La porzione elettrica destinata al fabbisogno degli abitanti del Vecchio Continente sarà, per il momento, solo del 15 percento. Ma l’impegno di Bruxelles sembra essere molto serio in virtù dell’approssimarsi della scadenza, fissata entro il 2020, dell’obbligo per l’Ue di produrre da fonti verdi il 20 percento della sua energia totale. Desertec, secondo quanto sostenuto da Oettinger, potrebbe permettere di raggiungere questo e altri risultati visto che, come sostiene Gerhard Knies, il presidente del Consiglio di vigilanza del consorzio, “In meno di sei ore i deserti ricevono più energia dal sole di quanto l’umanità ne consuma in un anno”.

Per i promotori della piattaforma, fra cui l’italiana Enel Green che è entrata nel consorzio a marzo, i vantaggi sarebbero più d’uno. Con un lavoro costante volto alla costruzione della rete di collegamento sottomarina destinata al trasporto di tutte le forme di energia non inquinante, la rete Desertec potrebbe, con un’area di impianti estesa quanto la Lombardia, dare accesso sufficiente all’energia al 90 percento della popolazione mondiale.

Nessun problema neanche per quanto riguarda le distanze, dal momento che le linee moderne di alta tensione, che si useranno, manterranno il livello delle perdite di energia sotto il 3 percento per ogni 1000 km. E ancora, potranno attivarsi nuovi posti di lavoro nei paesi del Maghreb: per la costruzione di un pannello da 250 MW saranno impiegate mille persone fra operai e ingegneri. In più, l’enorme quantità d’energia basterà anche per desalinizzare grosse quantità di acqua marina che sarà destinata a quei Paesi che già da ora arrancano a trovare risorse disponibili di acqua potabile.

 

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