
6 tecnologie di eccellenza made in italy
Ho trovato pochi giovani motivati come quelli che si dedicano alla ricerca scientifica. Â Se noi mortificassimo questa vocazione per la ricerca commetteremmo un gravissimo delitto e non possiamo concedercelo.
Con queste parole il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – rivolgendosi alla comunitĂ scientifica italiana del Centro europeo per la ricerca nucleare di Ginevra - ha sottolineato che, quando si effettuano tagli alla spesa pubblica, non si può “intervenire con il machete e mettere sullo stesso piano tutte le spese“.
Un auspicio che si scontra nitidamente con la riforma a costo zero del Ministro Gelmini. Basta fare un giro tra gli studenti, i ricercatori, i professori e i rettori delle universitĂ pubbliche per capire che gli slogan del Ministro sono per l’appunto solo slogan e che il pricipale effetto di questa riforma non sarĂ il tanto decantato merito ma semplicemente il collasso dell’istruzione pubblica.
Ma, mentre il Ministro Gelmini si  scaglia contro i devastanti effetti che la cultura del ’68 ha prodotto sull’universitĂ pubblica, i giovani italiani continuano, nonostante tutto, ad eccellere. Oggi vi voglio quindi raccontare la storia di 6 tecnologie made in italy. Sei idee che senza un accesso all’istruzione garantito a tutti e senza la preparazione e la formazione fornita dall’universitĂ pubblica italiana forse, oggi, non esisterebbero.
Carpediem
Ideato dalla scuola nefrologica dell’ospedale San Bortolo di Vicenza e realizzato a Mirandola, Carpediem (Cardio Renal Pediatric Dialysis Emergency Machine) è il primo rene artificiale in miniatura al mondo dedicato ai neonati con gravi insufficienze renali.
Fonte: Mirandola, patria del rene articifiale
DEPArray
A Bologna l’azienda Silicon Biosystems ha creato DEPArray, una piattaforma creata per controllare e spostare singole cellule. Lo scopo? Cure personalizzate e diagnosi non invasive. DepArray rende possibile segregare, selezionare e separare individualmente oltre centomila cellule attraverso un singolo chip microelettronico. Grazie a un particolare software, unico al mondo, si possono effettuare specifiche analisi o trasferire in coltura le cellule con unaprecisione estrema.
Fonte: Le cellule tumorali si analizzano con un chip made in Italy
Genefinity
I film sottili sono la grande promessa delle nanotecnologie per rivoluzionare il fotovoltaico, ma anche la medicina e l’elettronica dei circuiti stampati. A Trieste gli ingegneri di Genefinity hanno lanciato Ghost una nuova tecnologia che potrebbe rendere realtà la produzione industriale a basso costo di nanofilm sottili fotovoltaici ad alta efficienza.
Fonte: Ghost, un fantasma fatto di nanofilm
Kitenergy
Kitenergy, una startup torinese, sta mettendo a punto una nuova tecnologia per catturare l’energia eolica grazie a grandi aquiloni che volano a 200 metri di altezza e sono due volte piĂą efficienti dei sistemi tradizionali. Una tecnologia pensata per chi non ama gli imponenti piloni delle wind farm.
Fonte: E se invece delle pale eoliche usassimo gli aquiloni?
Micro4yoU
Micro4yoU è una spin-off dell’UniversitĂ di Milano che sta mettendo a punto 2 prodotti basati su un mix di batteri. Il primo serve per ripulire i monumenti ingrigiti dallo smog salvaguardando l’ambiente e chi con quei prodotti ci lavora. Il secondo a difendere dai parassiti gli alveari da miele.
RSens
Il Random è un gas invisibile, inodore e radioattivo che si forma naturalmente nel sottosuolo. Secondo l’OMS questo gas è la seconda causa di tumore dopo il fumo. RSens ha messo a punto nei suoi laboratori trentini e modenesi un innovativo sensore low cost per combattere questo micidiale gas.
Fonte: Il sensore (low cost) antigas
Ho trovato pochi giovani motivati come quelli che si dedicano alla ricerca scientifica. Â Se noi mortificassimo questa vocazione per la ricerca commetteremmo un gravissimo delitto e non possiamo concedercelo.
Con queste parole il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – rivolgendosi alla comunitĂ scientifica italiana del Centro europeo per la ricerca nucleare di Ginevra - ha sottolineato che, quando si effettuano tagli alla spesa pubblica, non si può “intervenire con il machete e mettere sullo stesso piano tutte le spese“.
Un auspicio che si scontra nitidamente con la riforma a costo zero del Ministro Gelmini. Basta fare un giro tra gli studenti, i ricercatori, i professori e i rettori delle universitĂ pubbliche per capire che gli slogan del Ministro sono per l’appunto solo slogan e che il pricipale effetto di questa riforma non sarĂ il tanto decantato merito ma semplicemente il collasso dell’istruzione pubblica.
Ma, mentre il Ministro Gelmini si  scaglia contro i devastanti effetti che la cultura del ’68 ha prodotto sull’universitĂ pubblica, i giovani italiani continuano, nonostante tutto, ad eccellere. Oggi vi voglio quindi raccontare la storia di 6 tecnologie made in italy. Sei idee che senza un accesso all’istruzione garantito a tutti e senza la preparazione e la formazione fornita dall’universitĂ pubblica italiana forse, oggi, non esisterebbero.
Carpediem
Ideato dalla scuola nefrologica dell’ospedale San Bortolo di Vicenza e realizzato a Mirandola, Carpediem (Cardio Renal Pediatric Dialysis Emergency Machine) è il primo rene artificiale in miniatura al mondo dedicato ai neonati con gravi insufficienze renali.
Fonte: Mirandola, patria del rene articifialeDEPArray
A Bologna l’azienda Silicon Biosystems ha creato DEPArray, una piattaforma creata per controllare e spostare singole cellule. Lo scopo? Cure personalizzate e diagnosi non invasive. DepArray rende possibile segregare, selezionare e separare individualmente oltre centomila cellule attraverso un singolo chip microelettronico. Grazie a un particolare software, unico al mondo, si possono effettuare specifiche analisi o trasferire in coltura le cellule con unaprecisione estrema.
Fonte: Le cellule tumorali si analizzano con un chip made in ItalyGenefinity
I film sottili sono la grande promessa delle nanotecnologie per rivoluzionare il fotovoltaico, ma anche la medicina e l’elettronica dei circuiti stampati. A Trieste gli ingegneri di Genefinity hanno lanciato Ghost una nuova tecnologia che potrebbe rendere realtà la produzione industriale a basso costo di nanofilm sottili fotovoltaici ad alta efficienza.
Fonte: Ghost, un fantasma fatto di nanofilmKitenergy
Kitenergy, una startup torinese, sta mettendo a punto una nuova tecnologia per catturare l’energia eolica grazie a grandi aquiloni che volano a 200 metri di altezza e sono due volte piĂą efficienti dei sistemi tradizionali. Una tecnologia pensata per chi non ama gli imponenti piloni delle wind farm.
Fonte: E se invece delle pale eoliche usassimo gli aquiloni?Micro4yoU
Micro4yoU è una spin-off dell’UniversitĂ di Milano che sta mettendo a punto 2 prodotti basati su un mix di batteri. Il primo serve per ripulire i monumenti ingrigiti dallo smog salvaguardando l’ambiente e chi con quei prodotti ci lavora. Il secondo a difendere dai parassiti gli alveari da miele.
RSens
Il Random è un gas invisibile, inodore e radioattivo che si forma naturalmente nel sottosuolo. Secondo l’OMS questo gas è la seconda causa di tumore dopo il fumo. RSens ha messo a punto nei suoi laboratori trentini e modenesi un innovativo sensore low cost per combattere questo micidiale gas.
Fonte: Il sensore (low cost) antigas















